Intervista di queenseptienna
La vostra Queeeenssss è partita in esplorazione per farsi rilasciare un’intervista niente meno che Daeva-kun!
^O^ un’intervista, come ti fa sentire?
Direi che era ora! Non sapevo più che inventarmi per farmi notare X’D
Parlaci dell’origine del tuo nickname.
Beh, “Daeva” significa “Demone” in avestico, una divinità che promuove caos o disordine; tuttavia, nella cultura pre-Zoroastriana sembra che con questo termine (di cui è innegabile la similitudine con l’indo-iraniano “Deva”) si riconoscessero le divinità nazionali.
Mi è piaciuta questa dicotomia del termine, in cui un nome negativo conserva radici di qualcosa di positivo.
Il “-kun” finale è il semplice suffisso giapponese che si usa per i subordinati, o più semplicemente con le persone con cui non si ha confidenza.
Cosa fai nella vita?
La guardia giurata. In aeroporto. Sì, sono una di quelle persone che vi apre le borse e fa togliere le scarpe agli imbarchi dei voli per gli Stati Uniti.
–In realtà impiego il mio tempo anche in modo molto più proficuo e interessante, ma suppongo che il lavoro di guardia giurata mi permetta di pagare le svariate assicurazioni, internet e togliermi qualche sfizio otaku di tanto in tanto, quindi devo omaggiarlo appropriatamente in questa risposta.
Disegni per lavoro?
Evidentemente no, ma saltuariamente accetto commissioni.
Cosa ti ha spinto al disegno?
L’immagine più arcaica che ho di me e del disegno risale a quando pretendevo di disegnare l’Ape Maia tra le pagine di “Piccole Donne”…Credo avessi tre o quattro anni.
“Cosa mi ha spinto al disegno”… Probabilmente il bisogno di comunicare partendo da uno stato di solitudine; nonostante l’orrido carattere e la tendenza a isolarmi per evitare seccature mi considero una persona piuttosto comunicativa che adora condividere le proprie passioni e conoscenze.
Cosa ti ha spinto al disegno slash?
L’anime di Fullmetal Alchemist, specificatamente il suggestivo rapporto tra il Colonello Frank Archer e il “suo” Alchimista Scarlatto Zolf J. Kimbly.
All’epoca ero disgustata dallo YAOI, e ne gestivo persino l’hatelisting… Poi quei due maledetti, col loro rapporto distaccato ma morboso e tutte le succulente dinamiche implicite mi hanno convertito a una totale esistenza da fujoshi.
Fondamentale anche il supporto di Laura “Zel” Carboni, che è e sempre sarà la mia venerabile sensei. *socchiude gli occhi mentre dei petali di fiori di ciliegio fluttuano soavamente dietro le sue spalle*
Parlaci della tua tecnica di disegno.
Beh, che dire.
Diciamo che fondamentalmente amo “disegnare”, quindi considero colorare o aggiungere chiaroscuro una snervante seccatura… Per me l’importante sono le linee, il tratto con cui si formano le figure. Suppongo sia quello il vero e proprio “momento creativo”, quando “qualcosa” prende forma dal “nulla” rappresentato dal foglio bianco… Per quanto riguarda la creazione di una tavola di fumetto, il discorso si fa più ampio, ma sostanzialmente questo “processo creativo” si arricchisce della “quarta dimensione”, il tempo, suggerito dalla sequenzialità dell’azione… A volte trovo frustrante disegnare, perchè la velocità con cui il cervello elabora una scena è tremendamente superiore a quanto la mia mano ci mette a “dargli una forma”… Credo che questa frustrazione sia evidente nel mio tratto veloce e sommario, all’assenza di particolari, dettagli o “abbellimenti” nelle mie figure…
Cosa ami raffigurare, di solito?
Esseri umani.
Sono i soggetti che mi danno più soddisfazione per quanto riguarda l’espressività.
Cosa pensi del sesso nei disegni? Ne fai largo uso?
Il sesso nei disegni è diecimila volte più d’impatto che il sesso nella letteratura.
Uno può scrivere il brano più osceno e rivoltante mai esistito, ma non reggerà mai il confronto con la rappresentazione grafica di una scena di sesso, anche relativamente esplicita.
Questo perchè l’immagine passa direttamente atraverso gli occhi, mentre il testo và letto e quindi elaborato intellettivamente prima di venire afferrato.
Quando si disegna una scena di sesso, particolarmente in un fumetto, bisogna tenere conto di questa differenza e di come il sesso avrà o meno peso nella trama.
Poi, ovviamente, tutto rimane recluso nell’ambito del “rating”: è lecito aspettarsi scene di sesso in immagini erotiche, meno lecito offrirne in un prodotto destinato a un pubblico meno smaliziato.
Personalmente detesto sorbirmi scene di sesso in prodotti in cui il sesso non è la tematica fondamentale; ricordo con odio narrativo Dylan Dog, dove l’investigatore dell’incubo finiva per schiacciarsi la donnina di turno in ogni (o quasi!) fascicolo, così come mi hanno un pò irritata le continue scene di sesso in Hanzo, la via dell’Assassino–
La tua tecnica per raffigurare scene di sesso?
–Non credo ci sia una tecnica per rappresentare scene di sesso, bastano solo dei buoni riferimenti grafici o una buona conoscenza dell’anatomia umana XD
Se invece ci riferiamo a “scene di sesso” nella sequenzialità di un fumetto, beh, l’importante è avere ben chiara la “tempistica” dell’atto… Sì, penso che la cosa più importante sia dare a ogni “punto” del rapporto sessuale, dal “teasing” all’orgasmo, il giusto quantitativo di tempo.
Parlaci del tuo manga.
Intendi Sakura Mishouzo? Beh, questo gekiga è nato dalla mia curiosità per questo particolare genere fumettistico e la mia passione per la storia giapponese, particolarmente per il periodo Sengoku.
Il fumetto parla della relazione, o più che altro delle sue dinamiche, tra Nobunaga (il crudele daimyo), Ranmaru (il fedele paggio) e Mitsubachi (l’imperscrutabile ninja).
Di questo trio solo Mitsubachi è un personaggio originale, Nobunaga e Ranmaru sono realmente esistiti, spesso presi come icona assoluta della pederastia giapponese di quegli anni.
La trama non è molto interessante in sè, la storia è più costruita sui personaggi che sull’azione, con qualche “plot-twist” qua e là per dare l’impressione che “qualcosa si muova”.
E’ tutto giocato sulle dinamiche emotive dei personaggi, specialmente per quanto riguarda Ranmaru.
Cosa ti ha spinto a illustrare un manga storico?
L’interesse per certi personaggi storici e l’epoca in cui vivevano.. I numerosi fraintendimenti e pregiudizi sul loro carattere, sotto tutti i punti di vista.
Nella cultura popolare Nobunaga è solitamente rappresentato come Il Male, ho cercato di rivalutarne un pò la figura e fare chiarezza sul suo rapporto con Ranmaru… In più, volevo regalarmi un personaggio originale ninja, figure a cui sono affezionata fin dall’infanzia.
Una volta finito, hai già deciso se lo farai pubblicare? Oppure ti dedicherai a un nuovo manga?
Non credo che a qualcuno interessi comprare un lavoro che si può già leggere gratuitamente online.
Al momento ho iniziato a lavorare su un altro manga, molto più leggero e divertente, La Sposa dello Squalo; ne rilascio una nuova tavola ogni venerdì.
Dopo Sakurazo ho già in cantiere una nuova storia lunga, questa volta ambientata nella Germania Nazista, Verflucht.
Sei un’autrice molto prolifica, dicci qualcosa sui tuoi progetti.
Mah, ho in progetto di realizzare qualche doujinshi da rivendere online (o a qualche occasionale Fiera del Fumetto)… Purtroppo non trovo mai il tempo di lavorarci su!
Cosa ti piacerebbe disegnare?
Disegno già quello che mi piacerebbe disegnare XD
Come organizzi il tuo lavoro di disegnatrice?
In pratica non lo organizzo affatto (credo sia evidente); appena ho un momento libero e riesco a tenere gli occhi aperti per più di due ore di fila mi metto a disegnare.
Cosa fai di solito per ritrovare l’ispirazione?
Niente, sono ispirata di natura… A volte sono costretta a compilare liste di “cose da disegnare” per dare un senso logico ai continui “fulmini a ciel sereno” cui mi costringono le mie “muse”…
Quale materiale usi?
Trovo tutto ciò di cui ho bisogno su internet, dai riferimenti grafici alle risorse storiche.
Quando va via la luce sono una donna finita.
Hai dei consigli per chi si affaccia per la prima volta all’impresa di un fumetto?
Intendi per i miei probabili futuri rivali..? Mhhh, no.
Tra le tue opere, quale ci consiglieresti?
Ve le consiglio tutte, che diamine XD
Qual’è il tuo disegno preferito, di altri autori?
Mhhh– Che ne dici di questo: http://bluefooted.deviantart.com/art/the-bitter-end-98079605 ..?
Oltre ad amarne i colori mi piace molto la tematica.
Chi è il tuo illustratore preferito?
Mh, non so, non sono molto aggiornata su quello che fanno gli altri.
Posso dirti però che, per quanto riguarda gli artisti che mi sono più cari, amo le visioni di Moreau e la solidità della Lempicka.
La tua tecnica si ispira al tratto di qualcuno, ad esempio un tuo maestro?
Mi piace pensare di avere uno stile piuttosto personale, ma per quanto riguarda l’inchiostrazione amo considerare fonti d’ispirazione e “allenamento” Hiroaki Samura (L’Immortale) e Tsutomu Takahashi (Sidooh).
Lasciaci dei link dove possiamo trovarti! *_*
*jingle pubblicitario* Vi rimando tutti a http://daevakun.altervista.org , qui potete trovare tutti i link a TUTTO, dalle mie gallerie sparse per il web ai miei webcomics fino alle info per i miei doujinshi e le commissioni ^_^
Quali sono i tuoi hobby, a parte disegnare? Cosa ami fare nel tempo libero?
Direi leggere e guardare la TV.
Amo seguire serial televisivi, peccato che d’estate ci sia così poca carne al fuoco in questo senso e che satellite e TV digitale mi stiano deprivando delle mie serie preferite– Aspetto con ansia le nuove serie di Dexter, Life e sono ben disposta verso questo preannunciato The Mentalist…
Parlaci dei tuoi sogni più reconditi…. uhuhuhuh
Vorrei saper leggere il giapponese.
Ogni volta che finisco per fare qualche ricerchetta sulle mie serie preferite mi imbatto costantemente in siti farciti di informazioni e materiale ma, ahimè, tutti in un linguaggio a me completamente oscuro… A volte faccio l’audace e utilizzo Babelfish, ma nel 99% dei casi mi sembra di fare un rebus piuttosto che leggere una traduzione…
L’intervista è finita, come ti è sembrata?
Mi piace parlare di me, quindi la definirei eccelsa XD
Lascia un saluto ai tuoi fans! ^O^
HO DEI FANS ;o; ?! –Grazie, grazie, vi amo tutti!
…Fatevi sentire ogni tanto ;_;
Alla prossima! *O*